Google Analytics base: cenni sul miglior strumento per le statistiche

Google Analytics base

Oggi parlerò brevemente di Google Analytics base con piccoli cenni sull’utilizzo dello strumento.

Il “top di gamma” per le statistiche di un sito web

Quando si parla di statistiche, non si può non menzionare Google Analytics, lo standard de facto per la raccolta dei dati con i quali elaborare qualsiasi tipo di analisi.

Anche questo strumento è made-in-Google, quindi sicuramente funzionale per i nostri scopi. Attenzione solo che, a seguito della normativa introdotta sulla gestione dei cookie (prima) e la normativa GDPR (adesso), questo tipo di sistema genera dei cookie tecnici per cui bisogna informare l’utenza.

>>> Approfondisci riguardo la normativa GDPR per i blogger <<<

Il Garante per la privacy ha dichiarato che, seppur strumento di raccolta dati a fine statistico, i cookie generati sono “tecnici” e non di “profilazione” e quindi sono di più semplice gestione.

Veniamo al dettaglio del mio articolo su Google Analytics base.

Un buon “organico” abbassa il rimbalzo e alza la sosta

Tra i dati che lo strumento è in grado di raccogliere e analizzare vi sono, per esempio:

  • Geografia: da dove mi stanno visitando gli utenti che raggiungono il mio sito? Utile per capire se fare campagne geolocalizzate o se investire nella realizzazione di contenuti in lingue straniere specifiche.
  • Tecnologia: gli utenti stanno visitando il mio sito con Microsoft Edge o con Google Chrome? Con quale risoluzione? I dati sono utili per capire se il sito è tecnicamente adeguato alla mia utenza principale.
  • Visitatori, visite, pageviews: servono per capire il numero di utenti unici o globali che visitano il nostro sito in diversi archi temporali, confrontabili anche con il passato.
  • Frequenza di rimbalzo: valore fondamentale per capire quanti utenti entrano nel sito e lo abbandonano direttamente dalla pagina di ingresso. Quando questo valore è eccessivo (si esprime in percentuale, quindi parliamo di valori oltre l’80%-90%) rischiamo anche penalizzazioni.
  • Tempo medio di visita: ci permette di capire quanto tempo un utente sta all’interno delle nostre pagine, per poter avere un’idea (tramite l’analisi di flusso) quali sono i suoi spostamenti.
  • Dispositivo mobile: ultimo, ma non certo per importanza, questo dato ci è utilissimo per capire da che dispositivi viene visualizzato il nostro sito web. Se da desktop (quindi, PC, notebook ecc…), da tablet o da smartphone. Utile anche per capire i modelli di dispositivo e conseguentemente fare dei test di compatibilità per verificare che tutto sia a posto a livello di visualizzazione.

Numero di utenti in tempo reale

Una statistica interessante che è in grado di fornire è anche il numero di visitatori attivi in tempo reale. È interessante soprattutto su quei siti che magari, generando un alto traffico, vogliono capire quali sono i momenti di picco.

Analisi gratuite, monitoraggio campagne

Funzioni di secondo piano consentono anche di effettuare valutazioni su campagne a pagamento, per rendimento e altre tipologie di calcoli.

Setup con codice Javascript

L’installazione di una proprietà di Google Analytics all’interno di un sito internet si fa inserendo uno snippet di codice Javascript direttamente in tutte le pagine del sito.

Da inserire nel footer (preferibilmente)

Il codice Javascript generato di cui sopra, andando a richiamare un altro componente dal server di Google Analytics stesso, andrebbe posizionato nel footer (prima della chiusura del <body>) onde evitare che particolari momenti di picco possano interrompere il caricamento delle nostre pagine.

Il problema, spesso, è che se il caricamento viene volontariamente interrotto dall’utente si perde una visita perchè la profilazione di Analytics non poteva ancora essere attivata. È una scelta degli sviluppatori il metodo di implementazione preferito.

Se vuoi maggiori informazioni o una consulenza riguardo Google Analytics base, contattami tramite il form qui sotto o tramite la pagina contatti del sito.
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